Gran Falo’ di San Giuseppe a 20 minuti da MyLife B&B

Il fuoco della tradizione a Castellaneta, in una mutata società senza più valori o punti di riferimento, è ormai scomparso. E così giunti nel periodo di marzo quando da noi si accendevano fuochi propiziatori che salutavano il nuovo ciclo con l’accensione dei falò, quasi più nessuno sente la rituale necessità di celebrare il fuoco collettivo che riunisce una comunità.

Sicchè l’Almanacco Popolare, che si pubblica da dieci anni nella Terra delle Gravine, ha pensato di rinfocolare una iniziativa ormai persa (non tanto quella del Fuoco di San Giuseppe di lunedì 19 marzo 2012), quella del 25 marzo 2012, quando ricorre l’Annunziata, allorchè i contadini nelle masserie e nei vicinati accendevano gli ultimi fuochi di primavera – i  fuochi che esaltavano simbolicamente il ritorno del sole – Si è pensato, insomma, di passare dalla parte dei protagonisti; dalla parte di coloro, ultimi nostalgici, ultimi custodi del sacro fuoco a Castellaneta.

È nata così la manifestazione “Una settimana di fuoco a Castellaneta”, da San Giuseppe il 19 marzo all’Annunziata il 25 marzo, grazie all’impegno di Francesco Durante (direttore responsabile del periodico di tradizioni popolari l’Almanacco Popolare), in collaborazione con gli abitanti del quartiere Aldo Moro, a capo del quale è il solerte Mario Angarola, con il gruppo di danze popolari associazione culturale Gaia e l’istituto comprensivo Giovinazzi di Castellaneta, con il patrocinio della Net-Uno Tv Web Televisione, dell’assessorato alla cultura e dell’assessorato ai servizi sociali del Comune di Castellaneta; festa Popolare con fuochi, canti e balli sotto l’albero della cuccagna.

Una prima parte è organizzata nello spazio antistante le case popolari Aldo Moro, la seconda, verso la fine di marzo, nella zona prospiciente zona Inps, dove ci saranno stand ed altro ancora per proporre vendita di prodotti tipici, per esporre e valorizzare la nuova zona d’espansione della città.

Il 25 di marzo per il calendario agricolo contadinesco era il momento del passaggio vero, dall’inverno alla buona stagione. Finiti i rigori dell’inverno ci si radunava attorno alla ‘catasta’, posta solitamente al centro della vicinia, solitamente nei pressi della chiesetta, o della chiesa Grande, la Cattedrale, e si faceva festa al fuoco protettore, al fuoco come sacrificio in funzione di una buona annata: quale apertura prosperosa ad un nuovo ciclo agrario. Dalla direzione dei venti e quindi dei fumi, e dallo scintillio delle fiamme e braci i coloni di un secolo fa traevano segni: auspici e presagi; profetizzavano e sempre in funzione del rinnovato ciclo agrario.

I fuochi presupponevano il sacrificio come la morte del carnevale, cui si partecipava con il consumo di particolari cibi, come i ceci fritti nella cenere bollente e le fave arrostite, in più taralli con il pepe e con il finocchio in abbondanti bevute di vino.

Seguivano i balli, le danze, i salti sui fuochi da parte dei più giovani, che si assicuravano una buona salute inneggiando al dio Vulcano; divinità pagane che con l’avvento del cristianesimo sono state sostitute dai santi. Da San Giuseppe in particolare nel caso della Terra delle Gravine, il “poverello che porta il fuoco nel mantello” per riscaldare la sacra famigliola in attesa.

 

Falò di San Giuseppe

 

 

 

La Pubblica Assistenza Croce Blu Castellaneta e l’A.S.CE.S. (Associazione per lo Sviluppo del Centro Storico di Castellaneta) organizzano lunedì 19 Marzo 2012, dalle ore 20:00 a Castellaneta nella piazza antistante la Cattedrale, il “Falò di San Giuseppe”, nell’affascinante cornice del centro storico.

 

Durante la serata verrà benedetta la nuova ambulanza della Croce Blu Castellaneta Onlus donata dalla multinazionale tedesca Bosch e allestita dalla BCC di Marina di Ginosa alla presenza di autorità religiose, civili e militari.

 

Questo è dunque un imperdibile appuntamento per gli amanti delle tradizioni popolari e delle feste di piazza.

 

Golosissime zeppole verranno offerte dalle pasticcerie di Castellaneta (Bonbons, Abruzzese, Bar Valentino, Panificio Maldarizzi, Dolci d’Autore, Dolci Voglie, Resta, Le Delizie).

 

 ViViCastellaneta offrirà spremute da arance locali a tutti; un apposito gazebo ospiterà una piccola mostra fotografica con immagini storiche di Castellaneta e tutta la squadra di ViViCastellaneta sarà a disposizione per raccogliere idee, spunti e collaborazioni, nonchè per confrontarsi sull’attività che sta portando avanti.

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