Il Fiume Lato a soli 100 MT da MyLife B&B

Le osservazioni naturalistiche di MeteoWeb: il fiume Lato

Fonte: http://www.meteoweb.eu

Meteoweb, in collaborazione con il dott. Manuel Marra, dottorando di Ricerca in Scienze Ambientali presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di BariAldo Moro”, comincia da oggi una prima serie di lavori inerenti le osservazioni e i censimenti naturalistici, ai quali seguiranno dei monitoraggi al fine di trarre considerazioni sul livello della qualità ambientale. “In questa prima uscita ci siamo limitati ad una prima ispezione conoscitiva del territorio al fine di poter delineare le tecniche più appropriate d’indagine”, afferma il dott. Marra. ”E’ chiaro – aggiunge – che anche una singola uscita ci può fornire delle indicazioni e stilare una prima checklist di specie”. “La nostra idea – continua – è quella di effettuare dei censimenti quantitativi al fine di studiare l’esistenza di correlazioni tra i fattori fisici, quali la temperatura, l’umidità relativa, ecc, e l’attività degli animali”.

IL TERRITORIO

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Passo Giacobbe. Credit: Manuél Marra

– Il territorio preso in considerazione, in qualità di area ornitologica tra le più interessanti della regione Puglia, è parte di una piccola porzione del fiume Lato, il cui corso si estende per qualche chilometro attraversando i territori di Palagiano e Castellaneta, in provincia di Taranto. Il fiume Lato nasce dalla Masseria Sant’Andrea, in unione al torrente Lama di Castellaneta, e sfocia nel mare Ionio dopo aver percorso esattamente cinque chilometri. Lungo il suo percorso incontra due affluenti provenienti dal territorio delle gravine, in località Laterza e Palagianello, le cui acque raccolte raggiungono appunto il mare. Si tratta di un corso d’acqua perenne ma con portata variabile, detentore delle risorgive di maggior portata dell’intero territorio limitrofo. Il fiume passa attraverso una rigogliosa pineta a pino d’aleppo con sottobosco rappresentato dalla macchia mediterranea, parte della quale diventata anche riserva naturale dello stato. In prossimità del mare, il fiume attraversa un cordone dunale ricoperto da una fitta macchia mediterranea. Lungo le sue sponde emergono brevi sentieri bordati da vegetazione acquatica, le cui rive sono inghirlandate di fitti canneti, cui si aggiungono verso la foce il giunco e l’erianto, dalla vistosa pannocchia bianca e soffice. Il territorio costiero del tarantino occidentale è rappresentato da una pluviometria media compresa tra 450-500 mm, con massimo nel semestre freddo ed un minimo in quello caldo, sino ai 550-650 mm medi del primo entroterra. L’area presa in considerazione presenta elevate escursioni termiche giornaliere ed un’alta percentuale di umidità relativa media, specie nelle ore più fredde della giornata. In estate, i valori di temperatura massima possono raggiungere picchi elevatissimi, mentre nel trimestre invernale è possibile registrare molteplici gelate notturne.

SPECIE OSSERVATE

– Tra gli uccelli sono da ricordare le seguenti specie osservate: beccamoschino, capinera, cappellaccia, cardellino, cinciallegra, cornacchia grigia, falco di palude, fanello, gallinella d’acqua, gazza, gheppio, ghiandaia, grillaio, merlo, nibbio bruno, nibbio reale, occhiocotto, passera mattugia, passero d’italia, poiana, rondine, rondone comune, stiaccino, strillozzo, tarabuso, usignolo di fiume, verdone, verzellino. Tra gli anfibi: raganella, rana verde, rospo comune. Tra i rettili: lucertola campestre.

SPECIE FOTOGRAFATE

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La Poiana (Buteo buteo). Credit: Manuél Marra

La poiana (Buteobuteo) è dotata di un’apertura alare che può arrivare a 125 cm. E’ il rapace più diffuso in Europa con circa un milione di coppie. Frequenta svariati habitat e caccia in zone aperte (coltivi, campi, praterie). Nidifica soprattutto ai margini di boschi chiusi con presenza di radure, utilizzando queste ultime come aree di caccia. La nidificazione avviene da marzo a giugno, soprattutto su alberi, ma in qualche caso il nido è costruito su falesie o piloni. Si nutre soprattutto di mammiferi che possono arrivare alle dimensioni di un coniglio, tuttavia in estate non disdegna rettili e insetti. Può essere facilmente osservata mentre volteggia nel cielo alla ricerca di prede.

 

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Falco di palude (Circus aeruginosus). Credit: Manuél Marra

Il falco di palude – Delle dimensioni prossime a quelle della poiana, il falco di palude (Circus aeruginosus), quiosservato durante la migrazione, è un rapace che nidifica in zone paludose caratterizzate da estesi canneti. Vola a bassa quota, a pochi metri dal suolo, con un battito d’ala morbido e alternato a brevi scivolate. Si nutre di piccoli mammiferi e uccelli. Se le condizioni ambientali permettono un’ampia disponibilità trofica, il maschio può legare a sé due femmine. Il nido è costruito a livello dell’acqua dalla sola femmina che, dopo l’accoppiamento, vi depone da 2 a 6 uova. Le uova vengono incubate da 31 a 38 giorni e  l’involo avviene a 35-40 giorni dalla schiusa.

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tarabuso (Botaurus stellaris). Credit: Manuél Marra

Il tarabuso – Il tarabuso (Botaurusstellaris) è una specieche nidifica in aree umide con presenza di canneti estesi. La sua dieta è composta soprattutto da pesci, anfibi, insetti e crostacei. Durante il periodo di nidificazione è facilmente individuabile grazie al suo muggito, che può essere udito anche a lunghe distanze. Il nido è costituito da un ammasso di canne e altri resti vegetali, ha un diametro che può arrivare a 30-40 cm ed è realizzato nei canneti più densi dalla sola femmina. La deposizione, composta solitamente da 5-6 uova, avviene da metà marzo a maggio. Le uova si schiudono dopo 25-26 giorni dalla deposizione e l’involo avviene dopo 55-60 giorni dalla schiusa.

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nibbio reale (Milvus milvus). Credit: Manuél Marra

Il nibbio reale – Il nibbio reale (Milvusmilvus), rapace stanziale, è facilmente riconoscibile dalla coda forcuta edalle ali leggermente piegate all’indietro. Nel periodo invernale forma gruppi nutriti d’individui,soprattutto in prossimità delle discariche, ove ricerca spesso il cibo. Il suo spettro alimentare comprende roditori, insettivori, uccelli, rettili e pesci. Nidifica in ambienti di varia tipologia, caratterizzati da boschi, anche di ridotte dimensioni, con presenza di radure. La nidificazione avviene su alberi e rocce in un periodo compreso tra marzo a metà aprile. Vengono deposte da 1 a 3 uova  (max 5), la cui schiusa avviene dopo 31-32 giorni, mentre l’involo dei giovani ha luogo a 48-70 giorni dalla schiusa.

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gheppio (Falco tinnunculus). Credit: Manuél Marra

Il gheppio – Il gheppio (Falco tinnunculus) è un piccolo rapace piuttosto comune e quindi facilmenteosservarbile. Qui è ritratto mentreesegue un volo a spirito santo, ossia batte rapidamente le ali restando“sospeso” in aria con coda aperta a ventaglio, al fine localizzare le sue prede (soprattutto roditori). Questa specie frequenta svariati ambienti: urbano, rurale, rupestre, forestale. Il nido può essere costruito in cavità rocciose, su alberi, tralicci o edifici. Generalmente vengono deposte 3-6 uova da metà marzo a giugno, mentre  la schiusa avviene dopo 27-29 giorni. I giovani si involano a 27-32 giorni dalla schiusa.

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strillozzo (Emberiza calandra). Credit: Manuél Marra

Lo strillozzo – Lo strillozzo (Emberiza calandra) è un passeriforme dai lineamenti tozzi, somigliante all’allodola. Il maschio è facilmente osservabile grazie alla sua intensa attività canora, che solitamente avviene su posatoi esposti. Predilige soprattutto ambienti aperti e poco frequentati. La sua dieta è composta, nel periodo invernale, essenzialmente da granaglie e semi, mentre in quello estivo si ciba d’insetti e invertebrati.

Al termine della prima giornata di osservazioni abbiamo raggiunto il dott. Marra per un’intervista inerente queste tematiche, al fine di comprendere meglio e divulgare nel modo più semplice possibile la materia.

Dott. Marra, perché effettuare un censimento naturalistico?

Per valutare lo stato di qualità dell’ambiente, attraverso la stima della biodiversità esistente e l’osservazione della sua variazione nel corso degli anni.

Quali strumentazioni sono necessarie al fine di effettuare un censimento naturalistico?

Dipende dagli obiettivi che si vogliono perseguire, e quindi dal gruppo animale e/o vegetale che si vuole censire. Ad esempio, per censire l’avifauna potrebbero bastare un buon binocolo e un taccuino, utili per identificare e annotare le specie osservate. Oltre a tanta esperienza….

Quanto tempo richiede un censimento naturalistico?

Anche in questo caso dipende dagli scopi della ricerca, ad esempio potrebbe riguardare il solo periodo riproduttivo (uccelli nidificanti), l’intero anno (svernanti, migratori, nidificanti, stanziali) oppure essere ripetuto annualmente. Nel caso in cui un censimento venisse ripetuto periodicamente, sarebbe più corretto parlare di monitoraggio. I monitoraggi permettono di valutare variazioni quali-quantitative di specie vegetali e/o animali nel corso del tempo, permettendo, nel caso in cui si tratti di indicatori ambientali, di fare considerazioni sul livello della qualità ambientale.

Quali sono i primi aspetti naturalistici emersi da questa prima uscita?

Una prima piccola check-list di specie, nulla di più per il momento. La prima uscita è servita solo a tracciare il territorio da indagare e verificare la possibilità di accesso ad alcune zone.

Sviluppi futuri?

Per quest’anno, si potrà sicuramente effettuare un censimento dell’avifauna nidificante.

Cosa pensa alla luce delle ultime vicende legate alle proposte dei vari governi di “sacrificare” le aree naturalistiche?

Credo che i parchi debbano essere considerati una risorsa fondamentale e non un peso per la nostra economia. Infatti, oltre a essere uno strumento di tutela del nostro bellissimo territorio, possono rappresentare un’opportunità di sviluppo sostenibile per il settore turistico-ambientale. Più made in Italy di così non si può….

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