Il Castello aragonese di Taranto protagonista della terribile prigionia del Conte di Montecristo

Il Castello aragonese di Taranto protagonista della terribile prigionia del Conte di Montecristo, alle prese con torture e ripetuti tentativi di assassinio

powered by WordPress Multibox Plugin v1.3.5

Castello-Aragonese-2Castello Aragonese di Taranto :: photo credits: Ciro Bucci

Il Castello Aragonese di Taranto, grazie all’Ammiraglio Ricci e alle cure di tanti esperti volontari, è diventato il sito turistico più visitato in Puglia dopo Castel del Monte e potrebbe ben rivaleggiare con Les Chateau d’if in Francia.
Affidato alla Marina, il Castello Aragonese di Taranto un tempo era una caserma. L’ammiraglio Ricci, appassionato di archeologia e di storia, ne ha reso possibile il restauro sino a riconsegnarlo alla città in tutto il suo antico splendore.
Il Castello Aragonese di Taranto cela dentro di sè anche la storia della prigionia del generale Dumas, di cui si parla nel libro The Black Count, il conte nero, dedicato alla vera storia del Conte di Montecristo e nel film del regista californiano Cary Fukunaga .

powered by WordPress Multibox Plugin v1.3.5

Castello-Aragonese
Castello Aragonese di Taranto :: photo credits: Ciro Bucci

Ma procediamo con ordine.

Gli anni erano quelli di fine 1700. Tutto comincia con la storia dei rapporti assai complessi tra Dumas e Napoleone; questi nominò Dumas generale d’armata. Prima ne elogiò l’abilità guerriera quando da solo tenne testa agli austriaci in Tirolo e poi ne troncò la carriera escludendolo dall’esercito.
Il generale Dumas era un imponente e valoroso cavaliere mulatto, letteralmente idolo delle donne dell’epoca e padre di Alexandre, il romanziere de Il Conte di Montecristo. Il guaio è che Dumas aveva un carattere molto poco accomodante, per cui poco si prestava ai compromessi di sorta. Infatti, non furono poche le schermaglie e le insolenze rivolte a Napoleone.
E, nel corso della campagna d’Egitto, quando ormai i loro rapporti erano si può dire più che confluttuali, Dumas lasciò Alessandria con la corvetta La Belle Maltaise, ridotta in pessime condizioni dal tempo e dall’uso. Per cui, nel pieno della traversata in mare, la corvetta subì ulteriori danni che costrinse il generale a deviare verso il porto più vicino: Taranto, all’epca parte integrante del Regno di Napoli, governata dai Borboni. C’è da dire che Dumas pensava di trovarci le bandiere francesi. Due mesi prima, infatti, i rivoluzionari appoggiati dai francesi avevano cacciato dal trono re Ferdinando, sicché Taranto, da città del regno di Napoli, era diventata una repubblica. In realtà ci trovò le bandiere napoletane affiancate da inediti vessilli su cui, all’emblema dei Borboni, era sovrapposta una croce, perché in due mesi la neonata repubblica era già caduta lasciando Taranto sotto il controllo dell’esercito della santa fede capitanato dal cardinale Fabrizio Ruffo.
Questo portò all’arresto del generale Alexandre Dumas e alla lunga prigionia nel Castello Aragonese nel corso della quale gli furono inflitte numerose torture ad opera del castellano, il marchese Della Schiava.

Pur nella brutalità del ricordo, il Castello Aragonese di Taranto è protagonista nella vita di un uomo la cui storia è stata resa celebre dal film Il Conte di Montecristo.

powered by WordPress Multibox Plugin v1.3.5

Interni-Castello-Aragonese

Castello Aragonese di Taranto :: photo credits: Ciro Bucci
Fonte:http://www.madeintaranto.org/la-prigionia-del-conte-di-montecristo-nel-castello-aragonese-di-taranto/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *