Censiti gli alberi più antichi d’Italia: il Pino di Lenne e’ il piu’ vecchio d’Europa

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fonte: http://www.cannibali.it
garofalo@aliamedia.it

Nel tarantino  primeggia il Pino d’Aleppo (Pinus Halepensis Mill.) di Palagiano, in località Romanazzi (nella foto sopra), con i suoi 3,90 m. di circonferenza per 20 di altezza, considerato il più vecchio d’Europa della sua specie, con più di 300 anni d’età.

Sono i grandi Patriarchi della Natura, hanno attraversato indenni le epoche e la storia mentre intere generazioni di uomini sono state spazzate via dalla impietosa falce del Tempo. Essi rimangono lì, nella loro apparente immobilità ed indifferenza, in realtà pilastri di un sistema ecologico delicatissimo, di quel miracoloso ingranaggio di scambio tra anidride carbonica ed ossigeno che rende possibile la vita su questo pianeta, nonchè muti testimoni della travagliata storia dell’Uomo. Si tratta degli Alberi Monumentali d’Italia e se ne torna a parlare in corrispondenza dell’uscita del nuovo numero del mensile National Geographic, che ad essi dedica un ampio servizio. Esso fa il punto di quel programma di censimento iniziato dal Corpo Forestale nel lontano 1982, che si è concentrato sugli alberi del territorio nazionale dotati di maggiore interesse ambientale e culturale, alberi che per età e storia sono da considerarsi alla stregua di veri e propri monumenti. Alberi spesso pienamente inseriti nel patrimonio storico territoriale, per essere non di rado legati all’antica fede pagana così come alle tradizioni cristiane o ad eventi storici di vario genere.

In totale il censimento ha sinora rilevato 22.000 esemplari di alberi cosiddetti ‘di valore’, di cui 2.000 considerati di ‘grande interesse’ e 150 ‘di eccezionale valore storico e monumentale’. Già nella prima fase del censimento ben 65 sono stati gli esemplari, di varie specie, riscontrati in Puglia, ai primi posti tra le regioni col maggior numero di alberi ultracentenari. All’inizio degli anni ’90 era stato infatti compiuto un primo consuntivo con la pubblicazione per le Edizioni Abete dei volumi "Alberi Monumentali d’Italia", curati da G. Bertolotti. L’operazione pur inserendosi nell’ambito di quelle indagini realizzate per conoscere l´entità e la qualità delle risorse forestali in un certo momento, si caratterizza per il suo forte significato culturale, rivolta com’è a singoli esemplari arborei dotati di una propria "individualità" per la loro eccezionale vecchiaia, per essere stati protagonisti di particolari episodi storici o per essere in qualche modo legati alla vita di grandi uomini o di Santi. Guerre e invasioni del lontano passato così come intemperie e terremoti o cementificazioni e deforestazioni del presente non li hanno scalfiti, collocandoli per valore ed esigenza di tutela accanto ai grandi monumenti creati dall’uomo.

Un censimento di questo tipo tuttavia non può che restare aperto ad ulteriori revisioni ed acquisizioni, perché il territorio nazionale presenta tanti contesti che al momento possono essere sfuggiti all'attenzione dei Forestali, così come la ricchezza di storia e tradizioni locali rende complessa la raccolta di tutte le testimonianze legate agli alberi. Intanto, per rendere ancora più efficace l’azione di salvaguardia si è pensato di clonare, cioè riprodurre senza seme, questi veri campioni nella lotta per la vita, in modo da diffondere il patrimonio genetico di alberi così resistenti. Va peraltro detto che la loro straordinaria sopravvivenza non è riconducibile soltanto alla loro particolare struttura biologica, ma anche al rispetto e talora alla venerazione ad essi riservati da generazioni di uomini.

Tra i primati nazionali assoluti è possibile ad es. ricordare il ‘Castagno dei Cento Cavalli’ in comune di S.Alfio (Ct) nel Parco dell’Etna, considerato il più grande con i suoi 56-57 metri di circonferenza, articolato in 3 fusti, ciascuno con una circonferenza di 20 metri, legato dalla leggenda alla Regina Giovanna d’Aragona e ai suoi 100 cavalieri che avrebbero trovato riparo sotto l’albero durante un temporale. Oppure l’oleastro sardo di S. Baltolu di Luras (SS), che risulta invece essere il più vecchio avendo tremila anni di età, con una circonferenza del tronco di 11 metri ed un'altezza di 23 metri.

Tornando alla Puglia, anch’essa ha i suoi primati con ben 68 esemplari finora censiti tra gli alberi monumentali: 25 in provincia di Foggia, 24 in provincia di Bari, 5 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Taranto e 5 nel leccese. Tra quelli di eccezionale valore storico e monumentale possiamo ricordare l’ulivo (Olea Europaea L.) ultracentenario della contrada Pantanelli, in territorio di Monopoli, con i suoi tre m. di circonferenza e 10 m. di altezza. Oppure la roverella (Quercus Pubescens Willd.) in località Albero d’Oro, a Turi (Ba), con 4,6 m. per 13. Nel foggiano troviamo invece un olmo campestre (Ulmus campestris L.) nella zona periferica del centro abitato di Monte S. Angelo, con 4,5 m. per 27 m., oppure la roverella (Quercus Pubescens Willd.) situata nel centro abitato di Motta Montecorvino, con 5 m. di circonferenza e 10 di altezza. A Vico del Gargano, uno splendido e colossale leccio (Quercus Ilex L.), fa svettare i suoi 17 m. di altezza per 5,05 di circonferenza nei pressi del convento dei Cappuccini. Ha circa 400 anni e fu piantato dal frate Nicola da Vico, che ne ritrovò il seme accanto ad un abbeveratoio e che morì nel 1719 in età avanzata. Nel Salento, una quercia spinosa troneggia a Maglie, in località Franito, con 2,5 m. di circonferenza per 15 di altezza, rappresentante di una rarità botanica, poiché in Italia vive allo stato spontaneo solo nel Salento, nel Barese e in alcune località della Sicilia meridionale, Calabria e Basilicata. Una quercia vallonea (Quercus aegylops L.) di 4 m. per 15 è visibile in località Madonna del Carmine in quel di Tricase, la sua chioma copre uno spazio di 705 mq., ha 600 anni ed è l’esemplare più antico d’Europa. Nel tarantino infine, primeggia il Pino d’Aleppo (Pinus Halepensis Mill.) di Palagiano, in località Romanazzi (nella foto sopra), con i suoi 3,90 m. di circonferenza per 20 di altezza, considerato il più vecchio d’Europa della sua specie, con più di 300 anni d’età.

Questi citati sono soltanto alcuni degli esempi di maggior rilievo tra i numerosi alberi monumentali della Puglia il cui elenco completo è visibile sul sito del Corpo Forestale dello Stato.

fonte: http://www.cannibali.it
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